La sfida della sessualità umana

“L’uomo deve riconciliarsi con la grandezza della propria natura,” dichiarava Giovanni Paolo II nel libro Amore e Responsabilità, scritto negli anni ’60, quando il futuro Papa era ancora Karol Wojtyla.

Giovanni Paolo II è stato un grande uomo, ma più ancora, è stato uno che ha creduto profondamente nella grandezza della nostra natura umana. Solo le persone possono amare, e solo persone possono chiamare all’esistenza altre persone capaci a loro volta di amore.

E’ questa capacità umana di amare – e di portare l’amore nel mondo – a darci la nostra “naturale” grandezza.

“Quand’ero un giovane prete ho imparato ad amare l’amore umano,” diceva Wojtyla. “E’ stato uno dei temi fondamentali del mio sacerdozio: il mio servizio nella predicazione, nel confessionale, nei miei scritti”.

Wojtyla era molto popolare fra i giovani, negli anni in cui era un cappellano universitario, e il libro “Amore e responsabilità” nacque dal suo lavoro con questi giovani che volevano imparare da lui “come si vive”.

Nel libro egli afferma che perchè l’amore sia bello, perchè sia intero e completo, dev’essere “pienamente integrato”, ovvero che deve comprendere nel giusto ordine di priorità tutti gli elementi del vero amore.

“La gente generalmente pensa che l’amore possa essere ridotto a una questione di sincerità di sentimenti”, ma “l’amore nel suo pieno significato è una virtù, e non un semplice sentimento, e meno ancora un semplice eccitamento dei sensi.”

Il futuro Papa tuttavia non sminuisce l’importanza delle emozioni e delle sensazioni umane. Al contrario: “Ognuno deve efficacemente sviluppare le energie latenti nella propria sensualità e nei propri sentimenti, affinchè diventino sue alleate nella tensione verso l’amore autentico… L’attrazione sessuale nella persona umana è un fatto che ciascuno deve riconoscere ed accogliere come fonte di una naturale energia”.

La sfida è quella di fare buon uso dell’istinto sessuale, e dominarne la “naturale energia” al servizio di un amore autentico.

Qui diventa chiara l’importanza dell'”integrazione dell’amore”. Un amore che sia soltanto “eccitamento dei sensi”, che non unisca due persone in una vera unione interpersonale, è un amore che disperde questa “naturale energia”. La verità di quest’amore è incerta, sfuggente.

Perciò una coppia, “mentre coltiva più intensamente possibile le passioni che portano ad avvicinarsi”, deve “sforzarsi di raggiungere l’oggettività” perchè “solo se è oggettivamente bene per due persone stare insieme, esse potranno appartenere l’uno all’altra”.

(da “John Paul II on Love and Responsibility”, di Peter McFadden, http://www.catholicculture.com)

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