Guida alla Confessione

adattato dall’originale della
Fraternità francescana di Sabbioncello,
23807 Merate

 

Perché chiedere il perdono attraverso la Chiesa

«Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20,23)

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Abbiamo bisogno di sicurezza – Sì, abbiamo bisogno di sentircele dentro le orecchie, le parole del perdono, per sentirle dentro il cuore. Spesso abbiamo bisogno di toccarlo con le mani, il perdono, per avere la pace nel profondo: «Va’, ti perdono, non peccare più».

Non è il prete, che perdona: è Cristo – Non è il nostro perdono che ci dà pace, non è il perdono di un uomo che a noi interessa: abbiamo bisogno del perdono di Cristo. Ma Cristo come fa a parlarci se non usa un mezzo umano, la Chiesa? Il prete è delegato di Cristo: presta le parole, ma il perdono lo dà Cristo.

Abbiamo ferito anche i fratelli – Ogni peccato è tradire l’amore di Dio, ma è anche colpire i fratelli. Nella Chiesa siamo un corpo solo, siamo membra gli uni degli altri. Se mi pesto un dito, non è il dito solo che soffre: è tutto il mio io. Quando uno pecca, colpisce tutto il corpo della Chiesa. È ben giusto che per ottenere il perdono di Dio io chieda perdono a tutta la Chiesa, rappresentata dal sacerdote a cui mi confesso.

Per una buona confessione

  1. Metti te stesso nelle mani di Dio, che è tuo Padre e non si stanca né si spaventa mai di te e dei tuoi limiti, ma sempre ti ama con infinita tenerezza e fedeltà.
  2. Esamina la tua coscienza, e con sincerità considera i tuoi pensieri, le tue parole, le tue azioni, i tuoi atteggiamenti nei confronti di Dio, degli altri e di te stesso, alla luce dell’esempio e dell’insegnamento di Gesù Cristo.
  3. Manifesta i tuoi peccati, grandi e piccoli che siano, al sacerdote, che è ministro della misericordia di Dio, ed ascolta le sue parole con umiltà ed attenzione.
  4. Proponiti di diventare migliore, con l’aiuto di Dio, e con l’impegno della tua reale convinzione e della tua buona volontà.
  5. Esegui la penitenza che il sacerdote ti propone, come segno concreto del tuo desiderio di convertirti.
  6. Riprendi la tua vita quotidiana … con gioiosa libertà e nuovo vigore perché Dio, con il Suo perdono, ha rinnovato la tua amicizia con Lui.

Le caratteristiche di un pentimento autentico

  • La schiettezza: una coraggiosa sincerità di fronte alla propria coscienza, di fronte a Dio, e al confessore.
  • La decisione di staccarsi dal peccato: decisione precisa, concreta, proporzionata.
  • La riparazione: reale impegno nel ricostruire ciò che il mio peccato ha distrutto.

L’esame di coscienza

L’esame di coscienza è un momento di silenziosa riflessione, un colloquio spontaneo ed autentico a tu per tu con te stesso e con Dio. Guarda con sincerità alla tua vita così come essa appare davanti a Dio e davanti a te stesso, senza maschere e senza paura. Lascia parlare lo Spirito Santo che è in te e vuole illuminare, correggere, guidare la tua mente, il tuo cuore, la tua volontà nella verità, nella giustizia e nella pace.

Un buon esame di coscienza ha anche bisogno di un riferimento preciso e chiaro, per distinguere e scegliere fra il bene e il male. La guida più semplice ci è stata data da Dio stesso nei Dieci Comandamenti. Essi raccolgono le leggi fondamentali della vita del credente, scritte nell’intimo del suo cuore e nella profondità della sua coscienza. Essi esprimono le diverse forme dell’amore per Dio e per il prossimo, perché solo l’amore è la pienezza della legge.

Leggi e rifletti con calma:

1. Non avrai altro Dio all’infuori di me.

Riconosco Dio come Signore della mia esistenza? Desidero conoscerLo, ascoltarLo, incontrarLo nella preghiera e nella lettura della Sua Parola? Ho il cuore attaccato ad altri “idoli” che diventano per me più importanti di Dio? Nella vita quotidiana sono convinto dell’importanza della fede, della speranza, della carità?

2. Non nominare il nome di Dio invano.

Rispetto il santo nome di Dio, evitando la bestemmia? Mi rivolgo a Lui ogni giorno con la preghiera sincera, attenta e convinta?

3. Ricordati di santificare le feste.

Partecipo alla Messa nei giorni festivi? Vivo questo incontro con il Signore con attenzione, partecipazione e gioia? Per il benessere del corpo e dell’anima, rispetto il riposo festivo?

4. Onora il padre e la madre.

Considero con rispetto, giusta obbedienza e amore i miei genitori? Li aiuto e li sostengo nelle loro necessità? Sono capace di dialogare con loro?

5. Non uccidere.

Rispetto la vita mia e degli altri come opera di Dio, unico Signore della vita? Evito di fare male alla vita con l’eccesso di alcool, l’uso di droga, la velocità sconsiderata in auto? Ho praticato o favorito l’aborto? Come mi pongo rispetto all’eutanasia, alla pena di morte, alla guerra, al razzismo? Mi impegno per il bene degli altri? Rispetto la libertà e la dignità altrui? So amare, aiutare concretamente, perdonare il prossimo che mi sta accanto? Anche con le parole sono rispettoso, gentile e buono? So modellare il mio carattere, il mio egoismo, il mio nervosismo che possono riversare sugli altri parole e gesti cattivi?

6. Non commettere atti impuri.

Comprendo il giusto valore della sessualità? Rispetto il mio corpo, evitando atti e pensieri impuri? Rispetto il corpo degli altri, evitando parole, azioni, discorsi, letture e spettacoli che offendano la dignità dell’uomo e della donna? Nella vita di coppia, rispetto la legge di Dio? Apprezzo il valore della castità come forma impegnativa e autentica dell’amore?

7. Non rubare.

Mi sono impossessato di cose non mie? Se ho rubato, ho restituito? Mi impegno con responsabilità e onestà nello studio e nel lavoro? Amministro con giustizia il denaro? Sono attento e generoso verso chi è nel bisogno? Uso bene il tempo libero? Faccio fruttare i talenti che il Signore mi ha dato? Sostengo le necessità della Chiesa?

8. Non dire falsa testimonianza.

Desidero e cerco la verità? Sono vigilante nei confronti della mentalità diffusa, spesso contraria alla verità e alla fede cristiana? Sono sincero con le stesso e con gli altri? Evito l’ipocrisia, i pregiudizi e la mormorazione? Se ho mentito contro qualcuno, ho riparato alla mia falsità? So chiedere scusa? Sono fedele alla parola data? Uso con intelligenza la televisione?

9. Non desiderare il coniuge di altri.

Sono fedele, nei comportamenti e nei pensieri, alla persona che amo? So custodire ed educare i sentimenti e le passioni? Rispetto il mio coniuge?

10. Non desiderare le cose degli altri.

So vivere con serenità la mia esistenza? Sono invidioso e geloso di quello che gli altri sono e hanno? Ho il cuore attaccato alle cose? Desidero essere, con semplicità e gioia, come mi vuole Dio? Mi affido con fiducia alla Sua volontà?

Un cuore riconciliato

Il penitente, dopo l’accusa dei peccati, manifesta il suo pentimento recitando un atto di dolore o qualche altra formula simile, ad esempio:

Pietà di me, o Signore, secondo la Tua misericordia; non guardare ai miei peccati e cancella tutte le mie colpe; crea in me un cuore puro e rinnova in me uno spirito di fortezza e di santità.

oppure:

Signore Gesù, Figlio di Dio,
Abbi pietà di me peccatore.

Il sacerdote impartisce allora l’assoluzione:

Dio, Padre di misericordia,
che ha riconciliato a Sé il mondo nella morte e resurrezione del Suo Figlio, ed ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati,
ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace.
Ed io ti assolvo dai tuoi peccati
nel nome dl Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

2 risposte a Guida alla Confessione

  1. come posso voler bene ad una persona il cui obiettivo e’ la vittoria dell’Inter e ad ogni parola allega tre bestemmie gridando al bar? non puo’ essere mio fratello.

    • Pokankuni ha detto:

      I parenti uno non se li sceglie…🙂 e quanto alla sgradevolezza di alcuni comportamenti, in quei casi mi viene da pensare che se il Signore ragionasse allo stesso modo con me, sarei spacciata.

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