Il nuovo rito

La celebrazione del matrimonio trova il luogo proprio nella celebrazione dell’Eucaristia: essa configura in un modo del tutto particolare l’Eucaristia delle nozze e ne mostra una particolare valenza missionaria:

  1. il corpo dato e il sangue versato di Gesù sono la sorgente dell’amore che i due sposi si scambiano;
  2. la comunione fedele dell’amore di Gesù diventa ragione della fedeltà dell’amore degli sposi;
  3. l’«andate» con cui termina l’Eucaristia è il segno della missione affidata agli sposi per l’edificazione di una comunità di vita e di amore nella Chiesa e nella società.

Nel cammino della nostra Chiesa diocesana in questo campo sono da segnalare due altre iniziative:

  • gli itinerari nel tempo del fidanzamento, per una effettiva riscoperta della fede in una preparazione «prossima» alla scelta matrimoniale;
  • gli itinerari successivi alla celebrazione, soprattutto con l’aiuto che può venire dallo strumento dei gruppi familiari parrocchiali.

Il Rito del matrimonio: l’adattamento della Chiesa italiana

La Chiesa italiana, affidando alle Comunità cristiane questo nuovo rituale, conferma l’attenzione costante e premurosa al “Mistero grande” dell’amore degli sposi nel matrimonio.

Perché un nuovo rito nella Chiesa italiana?

  • La preparazione al matrimonio è momento importante sia dal punto di vista ecclesiale che da quello sociale: si possono intessere relazioni con le persone che chiedono il Sacramento, dimostrando loro, con la Parola di Dio e con la propria vita, che il Sacramento sostiene l’amore umano
  • Il nostro Arcivescovo ha sottolineato la necessità di non separare mai Parola, Sacramento e Vita, cioè catechesi, liturgia e carità (MST, n. 58, p. 119).
  • Il nuovo rito del matrimonio ci offre la possibilità di rinnovare la preparazione al matrimonio in modo da collegare meglio il momento celebrativo con quello della catechesi in modo che il rito diventi espressione di una fede vissuta.
  • Inoltre occorre sottolineare che la celebrazione del matrimonio trova la sua collocazione nell’Eucaristia: il Corpo dato ed il Sangue versato di Gesù sono la sorgente dell’amore che i due sposi si scambiano nel rito; l’amore fedele di Gesù diventa la ragione della fedeltà dell’amore degli sposi; l’«andate in pace» il segno della missione affidata agli sposi per l’edificazione di una vita d’amore nella Chiesa e nella società.

Quali le novità del rito?

  • È riproposta la relazione tra Eucaristia e Sacramenti: l’amore di Cristo per tutti gli uomini fonda la Chiesa e la Pasqua, di cui l’Eucaristia è memoriale che la Chiesa compie.
  • È riaffermata la scelta della Chiesa di riconoscere l’amore di due battezzati e la loro intenzione di fondare la famiglia nel matrimonio come vocazione alla santità: i Sacramenti manifestano la partecipazione di Gesù alla vita degli uomini.
  • È evidenziata e fusa insieme la linea rituale occidentale, più attenta a sottolineare nelle nozze il consenso degli sposi, e la linea rituale orientale, più attenta a sottolineare la benedizione di Dio sugli sposi.
  • La rinnovazione delle promesse battesimali evidenzia come il matrimonio non è altro che la realizzazione degli impegni battesimali nell’ambito coniugale.
  • Il nuovo lezionario offre una più ampia scelta di brani scritturistici che aiutano a leggere la vita coniugale alla luce del progetto di Dio. È significativa l’introduzione del bacio dell’Evangeliario da parte degli sposi, quale segno di venerazione del libro del Vangelo. (vedi: P. Rota Scalabrini, M.T. Zattoni, G. Gillini, Il lezionario del matrimonio, Queriniana 2004).
  • Il consenso – È possibile esprimerlo con l’espressione «Io accolgo te …», che sostituisce la forma «Io prendo te …» per renderla più consona al linguaggio dell’amore. L’espressione «Con la grazia di Cristo prometto di …» dice che i compiti del matrimonio si possono realizzare solo a partire dal dono della grazia sacramentale.
  • L’incoronazione degli sposi. – Dove esiste già la consuetudine si può fare l’incoronazione degli sposi, segno della partecipazione alla regalità di Cristo.
  • La benedizione nuziale – A significare il radicamento del sì degli sposi nel sì di Dio in Gesù Cristo, la benedizione può avvenire dopo il consenso, accompagnata dal gesto dell’imposizione delle mani per esprimere l’invocazione dello Spirito santo sugli sposi.
  • L’imposizione del velo. – Dove esiste già la consuetudine si può procedere alla “velazione”, segno della comunione degli sposi con lo Spirito santo che li avvolge come in una nube che protegge, segno della presenza amorevole di Dio e segno di speranza.
  • La preghiera dei fedeli e l’invocazione dei Santi. – Nella preghiera dei fedeli è possibile includere le litanie dei Santi per invocare la loro protezione, ma anche per collocare il matrimonio nel popolo di Dio che supera il tempo, dove anche alcuni sposi sono stati riconosciuti esempi di vita cristiana.
  • Il dono della Bibbia – Tra i doni che la Comunità parrocchiale può fare agli sposi a ricordo del loro matrimonio, il libro della Scrittura sacra occupa il primo posto: la Parola di Dio custodirà e accompagnerà la vita della nuova famiglia.

Quali i suggerimenti pastorali del nuovo rito?

  • Sacramenti, eventi di Chiesa. – Il nuovo rito chiede alla Comunità di presentare agli Sposi un volto di Chiesa che viva la capacità di testimoniare la ragione della speranza che è in essa … con dolcezza e rispetto e con retta coscienza. In questo senso l’amministrazione dei Sacramenti non rappresenta un fatto privato, ma un evento comunitario, di Chiesa in cui tutta la comunità è coinvolta, partecipa, vive il dono della grazia di Gesù donata agli uomini. Allora, preparazione al matrimonio, celebrazione del Sacramento, attenzione alle Giovani Coppie di Sposi diventa una cura irrinunciabile della Chiesa perché la pastorale diventi espressione di fede vissuta.
  • Non più “corsi”, ma “percorsi/itinerari” di preparazione. – Gli itinerari di preparazione al Matrimonio dovrebbero far maturare la consapevolezza che la grazia del Matrimonio prende origine dal Battesimo e che il Matrimonio si alimenta con l’Eucaristia; nel caso in cui la consapevolezza non è raggiunta, si potrà procedere alla celebrazione del matrimonio all’interno della Parola di Dio: valutare una simile possibilità spetta al Parroco, insieme coi Catechisti e i Fidanzati; in questo caso sarà opportuno e raccomandabile continuare il cammino catechetico-liturgico-d’amore anche dopo il matrimonio col Gruppo delle Giovani coppie di Sposi.
  • La formazione dei formatori deve rappresentare un serio e costante impegno, un valore fondamentale e una condizione imprescindibile per l’impegno missionario della Chiesa di far maturare i doni e i compiti che sono stati deposti da Dio nel cuore di ciascuno di noi.

Pietro e Graziella Radaelli

Collaboratori Servizio Diocesano per la Famiglia,
Membri della Consulta Regionale per la Pastorale Familiare
Parrocchia Ss. Nazaro e Celso alla Barona, Milano

Dal sito http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=188835