Innamoramento e amore per sempre

di Marta Brancatisano

quest’intervento è stato presentato con il titolo “La maturazione affettiva del proprio essere uomo/donna” al convegno della Fondazione RUI svoltosi a Urio, dal 24 luglio al 1° agosto 2005, con il patrocinio della Regione Lombardia.

_________

 

D’amore si è parlato da che il mondo esiste ed è popolato da esseri umani. Ragionare d’amore è riflettere sulla realtà della relazione d’amore, andando ad analizzare gli elementi e i dati che la caratterizzano per imparare qualcosa sul senso della nostra vita e sulla nostra identità.

La provocazione è riportare l’amore a una sfera di riflessione, di concettualizzazione più scientifica, non perché sia soltanto un fenomeno da analizzare al microscopio ma proprio perché è un contenuto, un significato fondamentale, e non può essere lasciato soltanto al livello di una sfera soltanto emotiva. Quindi, approccio razionale, filosofico e non solo artistico.

Perché è così importante riflettere sull’amore? Perché in questi ultimi decenni l’accento, dal punto di vista esistenziale e poi di riflessione scientifica, è stata la realtà della relazionalità dell’essere umano. Se uno pensa a quale è stata la ricerca antropologica nel passato, si vedeva come veniva studiato l’essere umano come individuo e per di più come individuo di sesso maschile.

La sensibilità di questi ultimi decenni è la questione che l’essere umano è relazione. Non vive se non in relazione: è sempre stato così, la differenza cade sul fatto che adesso ne abbiamo la consapevolezza. Questa consapevolezza ci viene da una parte dai nuovi dati forniti dalla psicologia, che indicano che un bambino senza una gamma di espressioni di cure d’amore non sopravive, oltre al fatto che non viene ad essere in vita se non è concepito nell’ambito di una relazione; e il fatto che, dall’altra parte, negli ultimi decenni i più grandi sconvolgimenti sociologici, economici, culturali sono da rapportarsi al cambiamento nella relazione d’amore uomo-donna.

Se si pensa a tutti i problemi demografici, di salute pubblica, di sicurezza pubblica, organizzazione della società, essi sono venuti dal fatto che, una quarantina di anni fa, la struttura stabile del rapporto uomo e donna, quello che una volta si chiamava la famiglia, perché oggi non si può chiamare più così dato che esistono diversi significati per il termine famiglia, è cambiata. Ciò avviene perché con la rivoluzione del ‘68 la struttura famigliare esplode, dando luogo a diverse conformazioni del rapporto uomo-donna. Per cui, quale è il dato positivo che oggi ci porta a parlare di questo come l’unico e il più importante argomento che riguardi l’esistenza e la riflessione su noi stessi? E’ il rapporto uomo-donna. Che qua, rimesso a fuoco e riscoperto, è compreso meglio di come era compreso nel passato, perché, per quello che mi riguarda, non penso che prima del ‘68 il rapporto uomo-donna avesse una comprensione e una espressione perfetta e quindi augurabile.

Per riflettere e ragionare sull’amore ho ristretto il mio discorso a due aspetti di questo rapporto che si chiamano innamoramento e amore, per cercare di spiegare come questi due aspetti dell’esperienza d’amore umano non sono in antitesi, e forse nemmeno in sintesi, ma sono semplicemente una progressione nel tempo di un unico fenomeno indirizzato al conseguimento di un significato fondamentale.

Silja Okking 2613, by Martin Dam Kristensen on Flickr

Innanzitutto vorrei ricordare con voi alcuni luoghi comuni ed equivoci che caratterizzano l’innamoramento. Mi permetto di dire che la mia opinione è abbastanza inconsueta perchè la maggior parte delle persone che conosco o che ho letto tendono a valutare poco, o quasi niente, il primo fenomeno, cioè l’innamoramento. Per quanto mi riguarda, esso è il momento fondante e costante dell’esperienza d’amore. I luoghi comuni sull’innamoramento sono: è una esperienza irrazionale, dovuta alle passioni e dominata da esse, instabile, limitata, molto bella, tempestosa e scioccante. Dominanti sono i due caratteri di irrazionalità e di limitatezza: passa. E’ bellissimo, splendido, ma passa. La definizione corrente d’amore è un sentimento molto alto: costante, duraturo, molto duro, faticoso e, tutto sommato, piatto.

L’esempio più chiaro è l’amore materno, per non dire anche paterno: qualcosa di tranquillo, di affidabile, di rassicurante, non estremamente eccitante o appassionante. L’equivoco è che nella consapevolezza più diffusa queste due esperienze fanno parte della nostra vita però sono costanti, l’una più dell’altro. In parole povere: l’innamoramento finisce e dà luogo a qualcosa di diverso: molto buono, molto utile, però diverso. Io sono contraria energicamente a questa visione e cercherò di spiegarvi il perché. L’innamoramento è l’inizio d’una esperienza ed è caratterizzato dal mistero, nel senso che ciò che succede nell’innamoramento non è qualificabile o quantificabile se non con categorie esclusivamente razionali.

Perchè l’incontro e l’attrazione fra due persone non sono spesso giustificabili. Vi faccio un esempio: l’intellettuale che si innamora di una persona che non è intellettuale, che ha un approccio alla vita molto più concreto. Di solito l’ambiente circostante dice: che strano, che cosa avranno trovato l’uno nell’altro? In questo senso c’è il mistero, nel senso dell’irrazionale. Questo termine irrazionale ha un suo significato e va messo a fuoco secondo questa categoria dell’innamoramento.

L’innamoramento è l’inizio di una esperienza misteriosa e di una relazione assolutamente diversa da tutte l’altre che il soggetto ha esperimentato. Diversa, perchè è una relazione libera. Le relazioni parentali non sono libere perchè non si sono scelti, ed è una relazione, a differenza dell’amicizia, totale: quando io m’innamoro tutto il mio tempo, tutto i miei pensieri, tutto me stesso sono indirizzati verso quella persona.

Dunque l’innamoramento come inizio, per il modo stesso di essere, è un momento che rivela dati sull’essere umano e sulla sua esperienza esistenziale. L’innamoramento comunica al soggetto i seguenti dati:

1. La vita è bella, siamo fatti per essere felici.
2. Lei, o lui, è la vita e quindi è assolutamente irrinunciabile.
3. Vale la pena giocarsi tutto pur di vivere insieme all’altro, ovvero il senso di donazione pur di aver l’altro.
4. l’amore, nella sua gioia e nei suoi dolori, è talmente illimitato che mi fa intuire che c’è qualcosa aldilà del tempo e della via della sua personale esperienza.

Quello che gli innamorati si dicono, per sempre, è questo sforamento verso qualcosa di altro, di più grande verso l’infinito. Allora l’innamoramento in quanto inizio presuppone una continuazione. Dire che l’innamoramento finisce è un non-senso. Certo che può finire, se si pone la sua valenza importante come apertura verso una dimensione di vita felice insieme all’altro e in più se l’amore viene percepito subito come qualcosa che non ha limiti, quindi destinato a non avere figli.

Allora proviamo ad accostare innamoramento e amore. Succede che l’innamoramento cosi come viene percepito dai due innamorati, cioè del desiderio di allungare l’esperienza, di calarsi della nuvoletta alla vita concreta, vivere insieme, lavorare insieme, abitare insieme, condividere tempo e spazio, ecc., provoca all’innamoramento e ai due innamorati l’acquisizione di altri dati diversi. Quali sono?

St. Augustine Wedding by Magaziner on Flickr

Uno è l’incontro con la razionalità intesa come ordinarietà della vita, quello che si intende per mettere i piedi in terra. Una razionalità che permette ai due soggetti di approfondire la conoscenza reciproca, che era stata provocata da quella folgorazione iniziale. Quindi c’è l’incontro con la razionalità, c’è l’incontro con un progetto di vita.

I due mettono insieme delle energie in vista di un risultato e di un percorso da fare insieme. Comunque calano le loro esperienze finora emotive, irrazionali, in una forma concreta di vita. Il progetto comporta l’impegno, e ciò significa lavoro, sforzo e dolore. Ora l’incontro fra questi dati, dell’innamoramento nel tempo e i dati precedenti, spesso, soprattutto negli ultimi decenni, è assolutamente sconvolgente, perchè l’incontro fra questi dati fa sperimentare la discontinuità della tensione emotiva. Quello che nell’innamoramento era una esperienza travolgente perchè impostata sopratutto sull’emozione – passione, istinto, sentimento, ma comunque a livello emotivo –, incarnato nella durata del tempo, nell’ordinarietà, rivela il suo modo di essere: la discontinuità.

Le passione sono discontinue, altrimenti non sarebbero passioni. Esse hanno dei picchi e delle cadute. L’innamoramento calato nella durata del tempo esperimenta il cambiamento dei soggetti. Cambiamento che è crescita se è fatto assieme. Che invece è quasi un tradimento se è fatto in maniera inavvertitamente separata, cioè una mattina uno si sveglia e non riconosce più il coniuge, perché inconsciamente si è vissuto nel tempo molto lontani, senza condividere quello che si era vissuto all’inizio.

In definitiva i soggetti cambiano non solo per condizioni interiori ma anche per condizioni esteriori. Pensate ad esempio, cosa succede a una coppia quando arrivano dei figli. Sono equilibri che sono assolutamente sottoposti alla ricerca di nuove stabilità. Quindi quei soggetti che erano partiti su una nuvola a livello emotivo meraviglioso a questo punto esperimentano la delusione. Allora, l’amore finisce?

Prima di rispondere bisogna ricordare quale è la struttura antropologica dell’uomo e della donna. All’inizio ho detto che nessuno ha dei dubbi sul fatto che l’essere umano è un essere in relazione.

La principale relazione tra essere umani, diceva Freud, è quella tra madre e figlio. Ciò a mio giudizio non è vero perchè una donna prima di essere madre deve essere parte di un’altra relazione e dopo può essere la madre di quel figlio, quindi una relazione fondamentale è quella tra un uomo e una donna. Relazione che si caratterizza per essere la prima ed unica libera, l’unica totale. Totale più di quello che non è la relazione madre e figlio. Essendo una relazione totale è una relazione di apertura all’altro, o meglio di dono di sé. Altrimenti non sarebbe totale. Come è quest’altro, verso cui si dirige tutto il mio essere? Istinto, sentimento, volontà, ragione.

L’amore è anche ragione e ha una razionalità diversa da quella che mi serve a fare i conti. Ciò che mi attrae e mi dirige verso l’altro è la consapevolezza che attraverso il suo modo di essere, diverso dal mio, io riesco a vivere meglio.

E la sessualità, l’atteggiamento, non è una funzione nell’essere umano, ma è un modo di essere. I due sessi non esistono per produrre la generazione di un altro essere, ma i due sessi esistono perché il loro modo diverso, nella fondamentale omogeneità della natura umana, nell’intelligenza, nel modo di esprimere la loro emotività, che condividono, sono diversi nell’esprimere la loro relazionalità. Ma l’uno completa l’altro. Questo è il motivo fondamentale dell’attrazione tra un uomo e una donna. E perchè si aiutano e si completano? Perchè hanno due modi di esistere diversi.

Che cosa è che caratterizza l’identità maschile come modo di essere al mondo? Il fatto che l’uomo è orientato a vivere fuori di sé, a relazionarsi con gli elementi del cosmo. Per questo ha una struttura fisica – non si può mai separare il fisico dallo spirituale e dallo psichico, come se fossero dei settori indipendenti – molto più massiccia e molto più forte.

Mentre la donna come modo di vivere, di essere al mondo, è orientata verso la interiorità. Il suo mondo non è il mondo al di fuori, ma è la persona che nel suo corpo è strutturata a ricevere, ad accogliere, a curare. Per cui si queste sono le strutture di base, nell’unione tra questi due esseri, tra questi due diversità, quello che è l’aiuto reciproco che si danno è una protezione reciproca che si esprime in modi diversi: l’uomo protegge la donna affrontando la struttura di vita all’esterno, i pericoli o le sfide esteriori; l’uomo riceve protezione dalla donna, nella misura in cui la donna lo accoglie, (la donna deve essere accogliente, non deve essere mai conflittuale nei confronti dell’uomo). Ciò perché ha la capacità di relazionarsi con l’altro in misura quasi infinitamente superiore all’inizio di base rispetto all’uomo. Per quello che dicevamo prima della sua struttura sessuale.

Quando c’è questa messa a fuoco delle identità sessuali, ecco che nella relazione di coppia il rispetto reciproco passa attraverso il riconoscimento di questa specificità sessuale. Un uomo che non è rispettato e valutato come autorevole dalla sua donna, cioè capace di proteggere, di affrontare il mondo e di affrontare le sfide, è un uomo che non è messo in condizione di agire in maniera piena nel rapporto di coppia. Così come una donna che non è rispettata e ammirata nella sua bellezza. Perché le donne, per essere in grado di poter accogliere l’altro, vogliono essere ammirate e considerate la più bella del mondo, perché la bellezza è quella capacità femminile di introdurre l’uomo in una dimensione della vita diversa da quelle che con le sue specificità può raggiungere.

Domanda: Quando l’innamoramento si invera nella durata del tempo e cade quella funzione emotiva, allora è finito l’amore? La risposta è no.

Per due motivi: le ragioni strutturali che ora vi ho detto mi hanno fatto capire che l’incontro tra uomo e donna, tra femminile e maschile, è essenziale per il raggiungimento dell’espressione massima della mia umanità.

Io non posso fare a meno delle relazioni, e tra tutte le relazioni, la relazione uomo e donna è la più importante.

20110716-_MG_8663 copy by plo0m

20110716-_MG_8663, by plo0m on Flickr

Apro una parentesi: allora siamo tutti condannati al matrimonio? Nemmeno per sogno! Ma siamo obbligati a prendere conoscenza e a rispettare questa struttura antropologica. Non sono obbligata al matrimonio, ma se disprezzo la interazione, la relazione tra femminile e maschile, sono fuori della strada per comprendere la mia umanità.

Il secondo motivo per cui l’innamoramento non finisce ma si autentica nella durata tempo, sono motivi non strutturali ma individuali: io ho scelto liberamente quella persona, e le persone non sono frazionabili.

In un rapporto d’amore la persona si prende tutta intera, nei rapporti di lavoro no. Io ho scelto liberamente quella persona e quindi non posso pensare di limitare il mio impegno nei suoi confronti.

L’esperienza delle coppie di fatto, o meglio, la mentalità delle coppie di fatto non è umana. Perchè o nega la totalità della persona umana, o nega la sostanza dell’amore. Nessun essere umano percepisce l’amore come qualcosa di limitato. Per questo motivo, ribadisco la mia risposta, non in senso romantico e nemmeno emotivo, per affermare, a conclusione, che o l’innamoramento si invera nella durata del tempo o siamo costretti a dire cha l’amore, in effetti, non esiste.

______________________________________

Una risposta a Innamoramento e amore per sempre

  1. Vincenzo ha detto:

    Articolo molto molto interessante, anche se non concordo.
    É stato bello leggerti.

Scrivi il tuo commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...